Elezioni 4 marzo 2018. Pronto a sfidare i paracadutati estranei al territorio

PRONTO A SFIDARE I PARACADUTATI ESTRANEI AL TERRITORIO.

L’obiettivo della mia campagna elettorale sarà mostrare ai cittadini cosa può fare una buona politica e ridare loro nuova fiducia. Un voto al MoVimento 5 Stelle è un voto di speranza ma anche di azione. A differenza dei tanti paracadutati estranei al territorio e calati dall’alto delle segreterie romane, io sono orgoglioso di essere candidato a casa mia. Per il centrodestra invece pare arriverà a Modena l’uomo buono per tutte le stagioni Vittorio Sgarbi, mentre la segreteria romana di Renzi vorrebbe garantire la poltrona ai due ministri uscenti Lorenzin e De Vincenti piazzandoli qui nei nostri territori considerati a sicura elezione. Cuperlo aveva avuto la dignità di fare un passo indietro per favorire candidature PD del territorio ma non è servito. Sono dunque umanemente dispiaciuto per gli esclusi modenesi dalle liste del partito democratico che giustamente considerano i ministri candidati come degli invasori.

Al momento il Movimento 5 Stelle è l’unica forza politica con una squadra e un programma ben definito e senza ombre. La candidatura PD della Lorenzin ha dell’incredibile: l’ex coordinatrice di Forza Italia candidata blindata del Partito Democratico! Se malaugauratamente il centrodestra dovesse vincere le elezioni quanto ci metterà la Lorenzin a tornare a casa a rappresentare ufficialmente il centrodestra? Parlando poi di cose concrete, non solo il ministro della Salute non si è mai vista da queste parti ma ha creato disagi in tutto il Paese con la questione dei Punti Nascita e ha portato alla chiusura di quello di Pavullo e una diminuzione dei servizi sanitari di base nell’Appennino modenese che deve essere ancora recuperata.

Anche il ministro per il Mezzogiorno De Vincenti non capisco cosa possa dire al nostro territorio. L’ex Ministro Guidi, nelle intercettazioni uscite sulla stampa per l’inchiesta sulle trivellazioni della Basilicata, lo definì una pedina legata ai gruppi di potere del greggio. Queste ovviamente erano solo le sue parole e opinioni personali ma comunque tutta la sua azione anche come vice Ministro dello Sviluppo economico esprime una visione di sfruttamento del territorio che non ha nulla a che vedere con la nostra Regione. De Vincenti ha portato avanti un’idea dello sviluppo economico del nostro Paese vecchia e pericolosa che si fa beffe della salute pubblica e dell’ambiente.

Io penso invece di poter rappresentare il mio territorio nel migliore dei modi, a partire dai temi di cui mi sono particolarmente occupato in questi ultimi cinque anni e che il Movimento 5 Stelle considera fondamentali come infrastrutture e imprese. Noi riteniamo che il vero sviluppo economico del territorio è quello che avviene nel rispetto dell’ambiente e del tessuto imprenditoriale presente sul territorio, ecco perché, ad esempio, è fondamentale puntare ad un serio piano della logistica che risolva i problemi del nostro importante distretto ceramico, senza impattare sulla viabilità locale ma puntando in primis a rendere operativo lo scalo merci di Marzaglia e migliorando il trasporto pubblico locale a partire dalla ferrovia Modena-Sassuolo. Oltre alle nostre battaglie nazionali sul tema di lavoro e pensioni, come il reddito di cittadinanza e il superamento della legge Fornero, tra le mie priorità in caso di elezioni ci sarà anche un attenzione verso le difficoltà delle nostre tante piccole e medie aziende del settore agroalimentare, del metalmeccanico e quelle artigiane e del commercio che soffocano nella burocrazia e che soffrono per una pressione fiscale troppo alta. Per la semplificazione abbiamo anche creato un sito apposito per segnalarci le leggi da abolire (leggidaabolire.it) e abbiamo preso l’impegno non solo di abolire tutte le leggi che comportano adempimenti inutili e ma anche di riorganizzarle in codici. Per quanto riguarda il carico fiscale abbiamo invece preso l’impegno di una riduzione drastica dell’Irap con una abolizione completa per le microimprese, ovvero quelle con meno di 10 dipendenti e con un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro. Sono dunque certo che una manovra di questo tipo possa rappresentare un volano per l’occupazione e l’economia dell’Emilia-Romagna e di tutto il Paese.

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