Proposte di Legge

Proposta di legge in materia di disciplina degli orari di apertura degli esercizi commerciali (leggi il testo)

Questa proposta di legge – presentata il 15 aprile 2013 – rivede la disciplina degli orari di apertura del commercio la domenica e nei festivi, demandando la materia alla potestà di Regioni ed enti locali.

Le liberalizzazioni indiscriminate stanno uccidendo i piccoli esercizi e stanno desertificando i nostri centri storici. E’ dimostrato che i consumi non sono aumentati perché i cittadini hanno spalmato le spese su sette anziché su sei giorni. E intanto la grande distribuzione, ossia i centri commerciali, si tiene a galla comprimendo i diritti dei lavoratori e abbattendo così gli oneri delle aperture nei giorni di festa.

I cittadini si sono espressi contro le liberalizzazioni in un referendum datato 1995 e adesso c’è una proposta di legge di iniziativa popolare che ricalca in gran parte il nostro testo. Malgrado ciò i partiti rifiutano a prescindere di far passare una legge del MoVimento, anche se di evidente buonsenso. Loro continuano a proteggere gli interessi delle solite lobby. Noi difendiamo le piccole e medie imprese e ci occupiamo davvero dei problemi della gente.


 

 

Proposta di legge per la promozione dell’uso condiviso di autovetture private (leggi il testo)

Questa proposta di legge – presentata il 6 giugno 2014 – stabilisce le linee guida nazionali per inquadrare a livello normativo l’uso condiviso delle autovetture private (c.d. car pooling) al fine di incentivare tale strumento.

Nel dettaglio, gli enti pubblici e le imprese che abbiano complessivamente più di 300 addetti dovranno riservare sui propri siti internet ed intranet, istituzionali e aziendali, uno spazio dedicato alle informazioni relative ai servizi di car pooling. Inoltre, Il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dei Trasporti dovranno elaborare annualmente un programma coordinato di iniziative di informazione  e di educazione alla mobilità alternativa e sostenibile, con riguardo verso soluzioni di car pooling.

L’auto andrebbe utilizzata con più intelligenza di quanto emerge dal Libro Bianco sulla Mobilità e i Trasporti dell’Eurispes. Nonostante il periodo economico difficile le famiglie italiane continuano a spendere mediamente il 13% del reddito complessivo per l’auto, con una spesa annua che arriva anche a 4.500 euro. L’uso incondizionato dell’auto privata è ancora una priorità per almeno il 29,4% degli automobilisti . Tutto questo senza considerare l’enorme impatto ambientale che un uso eccessivo dei mezzi di trasporto ha sull’ambiente. Questa situazione necessità di un’inversione di tendenza, culturale in primis, alla quale un maggiore utilizzo del car pooling  può dare un contributo fattivo.


 

Proposta di legge in materia di commisurazione delle sanzioni amministrative pecuniarie in base al reddito del trasgressore (leggi il testo)

Questa proposta di legge – presentata il 9 agosto 2013 – introduce un principio di proporzionalità al meccanismo delle multe stradali.

Oggi la funzione primaria delle sanzioni stradali, cioè rappresentare un deterrente alle infrazioni stradali rendendo la circolazione più agevole e sicura, non riesce più ad avere un’adeguata efficacia. Tutto questo a fronte del fatto, però, che ogni anno vengono staccate circa 14 milioni di multe: 1600 ogni ora. La maggior parte di queste restano inevase, lasciando buchi milionari nei bilanci delle amministrazioni per le quali questo ormai costituisce principalmente un modo per fare cassa. Si tratta di una forma di ‘rastrellamento’ che non tiene in alcun conto delle distanze economiche da cittadino a cittadino. Per alcune persone infatti una multa rappresenta un salasso, per altre costituisce poco più che un fastidio.

Il risultato è che il meccanismo sanzionatorio, così come previsto attualmente dal codice della strada, non è dissuasivo allo stesso modo per tutti, perché la sanzione comminata per una stessa infrazione, in proporzione, rappresenterà una pena maggiore per un soggetto con un reddito basso rispetto un soggetto dal reddito più alto.

La soluzione a questa distorsione del sistema c’è ed è già adottata efficacemente in diversi paesi: ognuno deve pagare la multa proporzionalmente alla propria capacità contributiva.

Il parametro della condizione economica basata sulla potenza del veicolo guidato è in linea con il principio già adottato per il bollo auto “più il mezzo è potente, più paghi”. In linea generale infatti la potenza motore incide sul costo di base del veicolo e dunque può essere considerato indicativamente un elemento valido per fornire indicazioni sulle possibilità economiche del suo proprietario.

 

 

 

7 commenti su “Proposte di Legge

  1. Buongiorno Michele, ho letto i sui interventi in merito al DL 192/2014 in materia di taxi/NCC, io opero in Campania ma ciò che accade a Roma condiziona pesantemente il mio lavoro in quanto molti nostri clienti si fermano anche a Roma e Fiumicino che è il nostro aeroporto di riferimento. prima di dare per scontato ciò che le hanno raccontato i Tassisti/noleggiatori di Roma La prego di sentire anche le opinioni di chi non ha colpe in questa guerra ma ne sta pagando le conseguenze, aspetto fiducioso una Sua risposta e spero di poterLe esporre il punto di vista dei noleggiatori di tutta Italia eccetto Roma!!

  2. Buon giorno, ho letto la proposta di legge sulle multe che variano in base alla potenza della macchina. personalmente penso che l’idea sia ottima ma la impronterei più sul reddito di chi ha la macchina che sulla cilindrata. Mettendola sulla potenza si andrebbe a penalizzare il mercato delle auto più che i guidatori stessi perchè indipendentemente dal reddito uno può comprarsi una smart anche se guadagna 30.000€ al mese. Invece impostandola sul reddito ogni uno può comprarsi l’auto che vuole e che può permettersi sapendo che comunque pagherà la stessa cifra. So che la cosa è un pò più complicata ma viene usata in molti stati.

  3. La mia idea è un po’ diversa.
    Bisogna rendere la sanzione proporzionale alle POTENZIALI CONSEGUENZE:
    non tanto alla pericolosità dell’atto in sè, ma alla pericolosità anche dei comportamenti INDOTTI da un comportamento scorretto.
    Gli esempi sono tanti…
    Primo fra tutti: i sorpassi INUTILI (= non rispettare una fila se il traffico è congestionato)>> porta di riflesso alla conseguenza che TUTTI per difendersi da tale comportamento scorretto, terranno distanze di sicurezza INSUFFICIENTI.
    (>>> il comportamento generale indotto è molto più pericoloso del singolo.utente che corre troppo)

    • Sono d’accordo con lei che abitudini scorrette possono essere molto dannose ma ha già un’idea precisa di come sia possibile valutare e categorizzare le infrazioni in base alle “potenziali conseguenze”?

  4. Più che precisa. Sono anni che mi appassiono ad osservare il “mistero dei comportamenti umani”…
    Purtroppo abbiamo una normativa dettagliata e particolareggiata per quello che riguarda le cose banali… mentre purtroppo è lacunosa, grossolana e a volte addirittura CONTRADDITTORIA proprio dove ci sono le situazioni più “dinamiche” , che richiederebbero la maggiore definizione e coordinazione.
    Abbiamo uno stridente contrasto fra un uso smodato di tecnologia avanzatissima, usata
    per controllare cose poco importanti o pericolose (come l’accesso a ZTL o l’eccesso di velocità “assoluta” (non in relazione all’andamento del traffico) riferite al singolo utente,
    mentre non si fa nulla per regolare specificamente il traffico quando è più intenso e congestionato, lasciando correre cose fondamentali come la DISTANZA DI SICUREZZA
    (e non solo di sicurezza), mantenuta costantemente insufficiente da migliaia di veicoli alla volta.
    Eppure, i rilevatori di distanza esistono (ne abbiamo nel traforo del Monte Bianco, e anche in Francia sono diffusi), i rilevatori di sorpasso esistono (ma non conosco nessuno che si sia preso una multa per aver creato disordine alla circolazione facendo sorpassi stupidi e inutili).

    Bisognerebbe fare poche cose ma essenziali.
    Esempi.
    1) revisione SERIA di tutti i limiti di velocità (massime e MINIME ! – che esistono anche quelle…!!!). [condizione necessaria per la diffusione di scatole nere e dash cam !
    Siamo nella triste condizione che LA TECNOLOGIA ESISTE ma nessuno la vuole, perchè abbiamo limiti assurdi e siamo tutti perennemente in contravvenzione, e in molti temono he i dati raccolti potrebbero rivelarsi controproducenti…]
    Basta leggere le direttive ministeriali del 27.04.2006, e sono cose già dette.
    2) regolamentazione particolareggiata del comportamento da tenere nelle corsie di accelerazione , nelle rotatorie a più corsie, e in galleria.
    [quante volte sentiamo dire “la gente non sa usare le rotonde…?”eccetera, mutatis mutandis relativamente a gallerie e corsie accelerazione.
    Contraddizioni grossolane: come faccio, se sono su una corsia di accelerazione,
    a “interpretare” il concetto di precedenza… che vuol dire “rallentare e all’occorrenza fermarsi? O accelero, o rallento. Mettiamoci d’accordo !
    Le rotatorie a più corsie: ai sensi del D.M. 19.04.2006 non dovrebbero nemmeno esistere… pero ci sono ! Una volta si dava la precedenza a destra a chi entrava…
    anche se era assurdo. Poi le hanno tutte cosparse di segnali, per dare la precedenza a chi è dentro…e fino a qui il problema SEMBRA risolto… ma il problema si è solo spostato più avanti: chi esce per primo? Le possibili intyerpretazioni sono DUE !
    (approfondiremo) ………..
    Per incroci e passaggi a livello (treno), è chiaramente definito che “non vanno impegnati se non si è sicuri di liberarli velocemente”… e perchè le gallerie no?>>>>

    3) tutti i tratti di strada a traffico intenso (come anche le gallerie, specie se multiple) andrebbero monitorati costantemente in automatico.
    Di ogni tratto si individua una finestra di velocità “normali”, e col velox si controlla.
    Se, in massa, tutti i veicoli scorrono a una velocità anormalmente inferiore = congestione. Scatta in automatico obbligo di distanza di sicurezza aumentata, e divieto di sorpasso, nonchè la relativa rlevazione. E giù a tappeto multe a tutti i sorpassi inutili,
    che scatenano le code “a singhiozzo” “fisarmonica”, con velocita “relative” pericolose
    (da parte di TANTI), e frenate bruschissime, con distanze sempre più insufficienti

  5. 3bis) stesso dispositivo in galleria. Tutte le gallerie autostradali andrebbero precedute all’ingresso da semafori per corsie reversibili. Una volta rilevato un rallentamento anomalo, scatta il semaforo, in modo che sia segnalato DA FUORI che non bisogna entrare finchè non è libera (o che se c’è un ostacolo in una corsia, si può accedere solo all’altra.
    Se si innesca un incendio in una galleria piena di veicoli bloccati dal traffico
    (ognuno dotato di serbatoio carburante…) le conseguenze sono disastrose.

    Il punto 1) da solo è importantissimo… se le strade sono segnalate bene, con i limiti giusti… tutti accetteranno volentieri di essere dotati di scatola nera e dash cam…
    e chi vuole fare il “furbo” ci penserà due volte, consapevole di essere circondato da potenziali “cacciatori di taglie”.

  6. Quindi, tornando al quesito specifico:
    “come sia possibile valutare e categorizzare le infrazioni in base alle “potenziali conseguenze”? ”
    la mia opinione è che ogni infrazione è tanto più grave quanto più è in grado di scatenare reazioni a catena.
    Quindi, rendere particolareggiato l’ art.140 (informatore).
    E’ più pericoloso un singolo veicolo che intralcia il traffico, perchè di conseguenza MOLTI sorpasseranno,
    e se il traffico è intenso e congestionato, il comportamento scorretto di chi non rispetta la fila, avrà conseguenze potenzialmente gravissime, perchè di riflesso tutti si stringono.

    Se mi immetto in una superstrada (dove la corsia di accelerazione è limitata),
    e nella corsia destra non rispettano le distanze…. cosa è più pericoloso? Rallentare per dare precedenza > per poi immettersi a velocità insufficiente, ed essere sempre più di ostacolo … o immettermi risicato …col rischio di vedermi attribuire una mancata precedenza? Se succede qualcosa, chi ha più colpa?

    Ho provato a essere oltremodo sintetico…e già così è un bel romanzo. Molto oltre agli usi di un “commento”.
    Ci terrei veramente alla possibilità di un piccolo confronto.
    Sentiamoci !

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: